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Daniele, 24.
«Puoi addomesticare i cani col cibo, gli uomini con il denaro,
ma i lupi non li addomestica nessuno». Wolf's Rain

Gente da Ricordare: Aldus Manucius

Aldo Manuzio non merita troppi fronzoli. Non è di certo uno di quelli che abbia avuto poi così tanto da dire. Non è una di quelle figure storiche carismatiche che ha condizionato con il proprio essere il corso degli eventi, lui gli eventi li ha creati, tagliando la testa al toro.

Oltre ad essere stato editore, tipografo, umanista e amico di Erasmo da Rotterdam, fu inventore del carattere tipografico corsivo che, per questo, prese in tutto il mondo il nome di italico (o anche aldino, in Italia). Fu usato per la prima volta nel 1501 per la sua edizione di Virgilio, e poi nel 1502, nella sua edizione di Dante. Esecutore di questo primo corsivo fu l’incisore della sua officina, Francesco Griffo. I suoi libri erano riconoscibili grazie al marchio di un’ancora e un delfino.

Un altro suo contributo significativo alla moderna cultura della scrittura fu la definitiva sistemazione della punteggiatura: il punto come chiusura di periodo, la virgola, l’apostrofo e l’accento impiegati per la prima volta nella loro forma odierna, nonché dell’invenzione del punto e virgola, che ad oggi rimane ancora un mistero per molti. Scompare invece il punto mobile, usato da Manuzio per chiudere le frasi interne al periodo.

Aveva studiato latino e greco, ed è a lui infatti che dobbiamo alcune delle traduzioni elleniche giunte ai giorni nostri, specie di Aristotele. Seppure personalmente lo ringrazio per questo, mi rendo conto che il dono più grande - proprio perché il più piccolo - che ci abbia lasciato, è stato senza ombra di dubbio l’inaugurazione di una collana di libri a prezzi economici e di formato ridotto, tali da poter essere portati facilmente ovunque: i tascabili.

È la prima grande innovazione in questo settore, che origina la grande diffusione del libro e quindi della cultura, a cinquant’anni dalla nascita della stampa a caratteri mobili, avvenuta a Magonza intorno alla metà del Quattrocento da parte di Johann Gutemberg. A giudizio di molti la più rivoluzionaria di tutte le invenzioni della storia, ma di questo parleremo un’altra volta.


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