
Di fronte al mare la felicità è un’idea semplice.
— Jean-Claude Izzo, Chourmo. Il cuore di Marsiglia
(Fonte: irinaquuuo, via malinconialeggera)
Stamattina a mammangela urlo Muoviti! Vieni a farti dare gli auguri! Mammangela mi dice che se è mi devo alzare io. Io non mi alzo, ma per noi valgono come auguri. Io e mammangela non andiamo mai d’accordo. Io e mammangela però non litighiamo mai. Ci piace non andare d’accordo e basta. Io che nella vita non le dico mai, le parolacce, a mammangela le dico sempre, così lei si arrabbia. A volte entro in cucina, mentre lava i piatti, e la faccio spaventare mentre sta sovrappensiero. Altre volte la prendo e la poggio per terra: arrivo di nascosto e la tiro per la schiena, quando è distesa sul pavimento la lascio lì e me ne vado. E mentre mi allontano mi urla cose. Mammangela non lo sopporta, come le parolacce, o come spaventarsi, allora io faccio le cose che non sopporta. Perché so che pure che non sopporta le cose noi possiamo farle tante volte, perché sopporta noi. Mammangela è sempre sovrappensiero: ha quattro uomini insopportabili, e forse pensa che deve avvelenarci, per questo sta sempre sovrappensiero. Però intanto che non ci avvelena io la voglio bene, a mammangela. E questa la stampo e la lascio sulla tavola, per lei e pure per chi non ce l’ha una mamma, così almeno oggi un po’ ce l’ha, per quindici righe di auguri a mammangela e a tutte le mamme che, non so perché, ci sopportano.

Non potremo mai più odiare chi abbiamo veduto dormire.
— Elias Canetti, La provincia dell’uomo, 1973
(Fonte: itstime2smile)
Nikadamo ci legge “L’albero” di Shel Silverstein.

(via finallyspring)

(via cimetempestose)