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Daniele, 24.
«Puoi addomesticare i cani col cibo, gli uomini con il denaro,
ma i lupi non li addomestica nessuno». Wolf's Rain

Uno dei grandi problemi della gente è che fa cose per farsi perdonare, quando per farsi perdonare basterebbe stare zitti e andarsene un po’ a fanculo.
   Dapa

Il destino è scritto ma è l’orale che ci fotte.
   Dapa

Le cose belle finiscono. Pure quelle brutte, ma si danno il cambio.
   Dapa

Siamo solo polvere e sentimenti.
   Azzurra, e basta

A volte crediamo che le rotture di palle siano le cose importanti della vita. Per fortuna basta una bella uscita farcita di abbracci per capire che le uniche cose importanti sono due che poi è la stessa: sorridere, e far sorridere.
   Kleablu


Di fronte al mare la felicità è un’idea semplice.
— Jean-Claude Izzo, Chourmo. Il cuore di Marsiglia

Di fronte al mare la felicità è un’idea semplice.

— Jean-Claude Izzo, Chourmo. Il cuore di Marsiglia

(Fonte: irinaquuuo, via malinconialeggera)


Non potremo mai più odiare chi abbiamo veduto dormire.

— Elias Canetti, La provincia dell’uomo, 1973

Non potremo mai più odiare chi abbiamo veduto dormire.

— Elias CanettiLa provincia dell’uomo, 1973

(Fonte: itstime2smile)


Secondo una recente indagine un uomo su due forma una piramide umana.
   eroispaziali

- Perché scrivi così piccolo?
- Per non farvi vedere i miei errori.
   Non ci crederete, era sul Cucciolone di oggi, e dice tutto quello che c’è da dire su tutti.

Senti, parola, ormai ti ho sottolineata. Ora, capiamoci: vuoi essere un errore, o vuoi essere importante?
   Dapa

La collezione di fumetti
ti va di amarmi, ti va di vivermi, sono generalizzazioni. Se io t’invito direttamente a vedere i miei difetti, è molto di più. È come dire, ti va di amarmi, nonostante me?

La collezione di fumetti

ti va di amarmi, ti va di vivermi, sono generalizzazioni. Se io t’invito direttamente a vedere i miei difetti, è molto di più. È come dire, ti va di amarmi, nonostante me?


Potresti essere come me

E così oggi ti dedico un pensiero. Piccolo piccolo. Impercettibile.
Potresti essere come me, cercare il perché di ogni cosa, stremata, fino a comprendere che non sempre c’è un perché a tutte le infinite domande che si affacciano alle finestre del tempo. E ogni tanto il dolore si trasforma in rabbia, e ogni tanto la rabbia si trasforma in dolore, e ogni tanto le parole perdono il loro significato originale per lasciare originale solo la nostra condizione del cuore.

E così oggi ti dedico un respiro, profondo e leggero, impalpabile.
Potresti essere come me, sentire la necessità di scrivermi nei momenti di estrema serenità, quando prendi il sole e una coccinella ti si posa sul braccio, sorridi e vorresti mostrarmela, appoggiarla lievemente sul rosmarino e bere il tuo sorso di birra ormai calda, e sentire il profumo del pesce in lontananza a condire una cena di attenzioni. Buone, finalmente. Per dimostrare che non è per necessità che vuoi assaggiare una vita ma per l’emozione di sapere che solo i morsi dell’amore levano la fame.

E così oggi ti dedico una canzone, lenta, sensuale, incalzante.
Potresti essere come me, mentre ti scopri a stonare con gusto le note esplosive della realtà, senza perdere mai di vista il bambino sulla spiaggia. Senza farlo piangere a causa di speranze sbagliate in cui riporre le mani e farsele mozzare da cruente verità. E con le migliori intenzioni insegnarmi a camminare su terreni sconosciuti, sapendo che anche al buio seguirei i tuoi passi, forse non senza paura ma vincendola ad ogni passo in più, impazzendo per l’intreccio dei tuoi piedi con la mia ombra, senza derive verso le false libertà.

E così oggi ti dedico un’emozione, viscerale, cosmica, dolceamara follia.
Potresti essere come me, mentre urli a squarciagola al tempo e metti a soqquadro i lamenti delle poesie perdute per ritrovarle sul palmo della mano, nelle linee della mia, dove il solletico che ti sfiora è la risata del destino che gira la testa e si arrende, consenziente a questo amore.

E così oggi ti dedico una notte. Libera, silenziosa, bellissima.
Potresti essere come me, mentre la tua anima spara vibrante fuochi d’artificio che non morranno dopo mezzanotte ma conterranno gli spasmi di sospiri di piacere tuoi, miei e delle stelle. E quando mi parli nel sogno non darmi ragione svegliandomi senza esserci, lì con uno sguardo innocente e allo stesso tempo terribilmente sensuale da riempirmi i bordi e i contorni della mente, per non farmi pensare a niente, a nient’altro se non che a svestire il pudore, a sudar liquido su lenzuola distese su un’estasi perfetta.

E così oggi ti dedico un mattino, fresco, avvolgente, puro.
Potresti essere come me, con lo sguardo nel colore di un caffè a fumare previsioni del giorno senza che importi niente alla mente di sapere se piove oppure no, e nella musica della radio la traccia nascosta di un paradiso terrestre normale, niente alberi proibiti su cui lanciarsi per fare uno sgarro all’entusiasmo della quotidianità, alla pace di un ritorno dopo l’altro, senza curve d’assenza, senza picchi e ripartenze e addii traditi a riconferma di atti mancati.

Ma tu non sei come me.
Ma io ti volevo lo stesso con me.
A dedicarti la mia vita.

A farmi dire: vorrei stare in un altro posto ma non so dove e non saprei con chi se non ci fossi tu.
A farmi dire di quelle finestre aperte appena dietro la mia ombra che focalizzano lo sguardo sui paesaggi delle anime, su quelle ricchezze naturali che ci portano alla gioia e non hanno niente a che vedere con quello che possiamo comprare, perché la gioia non è artificiale, è nello spendere se stessi per qualcuno e nel trovare il proprio demone negli occhi dell’altro, come talento sconfinato d’amore. 

— Massimo Bisotti, La luna blu, Il percorso inverso dei sogni


Per quanto conversi con saggi ed eroi, essi hanno ben poco del mio amore e della mia ammirazione. Anelo alle scene rurali e domestiche, dove si sentono canticchiare gli uccellini e dove posso udire le chiacchiere dei miei figli.

— John Adams

Per quanto conversi con saggi ed eroi, essi hanno ben poco del mio amore e della mia ammirazione. Anelo alle scene rurali e domestiche, dove si sentono canticchiare gli uccellini e dove posso udire le chiacchiere dei miei figli.
 John Adams

(via ranameral)